Très peu animé
Questo disco nasce da un desiderio semplice e profondo: poter suonare un CD così, con questi autori, con questi brani. Non c’è altro motivo più vero.
Sono composizioni che, dopo una giornata intensa, ho piacere a ritrovare tra le mani. Appartengono a quella musica che sa evocare tutto: il ricordo, il presente, il futuro. Nel malinconico omaggio di Manuel de Falla a Debussy si affaccia l’idea della morte, quell’idea che ci fa apparire la vita più viva, più intensa, ancora più preziosa.
È un percorso che attraversa mondi diversi — dalla Spagna di Granados, Albéniz e Torroba, alla poesia sudamericana di Villa-Lobos, Lauro e Barrios Mangoré — ma che rimane sempre sospeso tra luci e ombre.
Sfuggevole è l’idea della felicità, che spesso lascia il posto a una serenità discreta, culmine silenzioso della maggior parte delle nostre giornate. In quella calma, in quella apparente “vita poco animata”, si nasconde il valore assoluto della bellezza dell’esistenza.
Questi brani, nella loro semplicità, riassumono per me proprio questo sentimento: la gratitudine quieta di chi si ferma un istante ad ascoltare.